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le piogge abbondanti di questi ultimi giorni… mesi
hanno creato le condizioni ottimali anche per la crescita delle buone e sane erbe di campo.
E’ questo il momento giusto per andare a raccoglierle

Questo è il gruppo del recente corso di riconoscimento di erbe di campo curato dall’Assessorato all’agricoltura del Comune di Celle Ligure.

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malgrado il cattivo tempo circa 60 persone hanno aderito con successo e grande curiosità!

mazzolino prebuggiun

“Le buone erbette nascono in primavera, dopo le abbondanti piogge, quando i caldi raggi solari fanno germinare le semenze rimaste tutto l’inverno sul terreno e le specie perenni ricacciano i nuovi germogli. Si sviluppano le prime rosette fogliari ricche di proprietà nutritive e terapeutiche e dalla consistenza più tenera. Si cercano anche all’inizio dell’autunno, dopo la pausa estiva, quando le temperature si abbassano e ancora una volta si offrono le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo delle piantine…”4 erbefrittata prebuggiun

“…Crescono negli incolti, nei terreni ricchi di sostanze nutritive, nei prati concimati, ai margini delle strade o dei sentieri, e sfruttano ogni più piccola fessura tra le rocce,negli orti o nei campi. Il luogo idoneo dove coglierle dovrà essere il più lontano possibile da zone con inquinamento industriale, da strade di grande traffico o da campi irrorati con pesticidi ed erbicidi. Più facile forse trovare le erbette da prebuggiun nella cosiddetta riva, la scarpata erbosa tra due piani agricoli, mantenuta pulita attraverso frequenti sfalci eseguiti normalmente a mano. La raccolta delle erbe va fatta preferibilmente di mattina, quando la rugiada se n’è andata e il sole ancora non brucia. Essa inoltre deve garantire il rispetto e la salvaguardia della specie, evitando di estirpare la radice e cercando invece di prendere, torcendo con le mani, le foglie da più piantine della stessa varietà per non affaticare il vegetale nella produzione di nuovi germogli. Lo stadio vegetativo iniziale è spesso più difficile da individuare ma è quello utilizzato nelle preparazioni culinarie. Utilizzare dunque solo quelle che si conoscono molto bene: si comincia magari con due o tre varietà, tenendone in osservazione qualche altra. Con il tempo e la costanza si potrà poi comporre l’intero prebuggiun.”

da Sette Buone Erbe Cellasche, il Prebuggiun della Tradizione – testo di Simonetta Chiarugi, disegni Libereso Guglielmi – ed. Comune di Celle Ligure

andiamo assieme a raccoglierle per fare anche una semplice e gustosissima frittata?
vi regaliamo il libretto sul nostro prebuggiun per imparare a riconoscerle, potete scaricarlo in versione completa, lo trovate qui.

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Appunti ed osservazioni
dal corso appena concluso organizzato dell’ufficio agricoltura del Comune di Celle Ligure

corso agricoltura 2013 innesto a corona

perchè innestare

una pianta nata da seme impiega in genere diversi anni prima di arrivare a fiorire e fruttificare (es. il ciliegio almeno 10 anni), mentre se viene innestato, già dopo 2-3 anni farà frutti identici a quelli del ramo innestato.
L’innesto permette di adattare piante più fragili a tipi di terreni particolari (per esempio i peri in terreni calcarei). La scelta adeguata del porta innesto aumenterà o diminuirà il vigore della pianta facilitando la sua coltivazione.

L’innesto rimane l’unica tecnica possibile per propagare le vecchie varietà oggi scomparse. Tutte le piante innestate presentano anche il vantaggio di un migliore vigore. Su una stessa pianta inoltre si possono innestare più varietà che daranno frutti a scalare.

attrezzatura e materiali necessari

Cesoia, roncola da giardiniere, sega da giardiniere, rafia o legacci di salice o nastro da innesti, mastice per innesti.

Il nome di questa tecnica deriva dalla posizione delle marze disposte intorno al ramo da innestare e viene usata per il ringiovanimento  di vecchi alberi. Fine inverno è generalmente il periodo migliore per l’innesto a corona  sugli alberi da frutto.

Collage Innesto a corona 1

Tagliare orizzontalmente il portainnesto per portarlo in piano quindi si prepara una fenditura verticale sulla corteccia e se ne distaccano leggermente i due lembi laterali. La pianta deve essere in” succo” con la corteccia ricca di linfa e quindi facilmente staccabile.

Collage innesto 2

La marza deve avere un diametro di 5-10 mm e lunga fino a 15 cm, fornita di almeno 3 gemme, si prepara una punta nella parte che andrà a contatto con il portainnesto, tagliandola solo da un lato. Possiamo innestare varietà differenti ma appartenenti alla stessa qualità di pianta. Es: ciliegio su ciliegio , pero su pero  e melo su melo. Altre varietà di frutta sono intercambiabili e si innestano solitamente su franco (innesto selvatico nato da seme) o su altre varietà a seconda del terreno e del clima. (leggere qui)

Inserire la marza tra il legno e la corteccia, il taglio deve essere a contatto con il legno non con la corteccia e non deve spuntare dall’innesto.

Collage innesto ciliegio 3
Fissare la marza al portainnesto con un giro di nastro adesivo specifico per innesti avendo cura di tagliarlo dopo un paio di mesi, quando cioè, ad avvenuta riuscita dell’operazione, l’innesto comincerà ad ingrossarsi. Infine tagliare la punta della marza per impedire che la linfa lavori solo sulle nuove gemme. Per il primo anno eliminare tutte le infiorescenze per risparmiare energia all’innesto ed evitare che vada a frutto indebolendosi.

innesto a corona su ciliegioarticolo di S. Chiarugi

corsi agr. decorazioni Natale 2012   copia

appuntamento con il corso del settore agricoltura del Comune di Celle Ligure sulla tecnica di produzione del sapone.

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scarica qui la ricetta e le istruzioni per prepararlo

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per il tuo sapone fatto in casa puoi utilizzare questa etichetta (disegno S. Chiarugi)

clicca qui

raccolta fresca in mattinata
possiamo ora aggiungerla al mazzetto di prebuggiun

prebuggiun = mazzolino di erbe di campo commestibili

Sette sono le erbe che compongono il prebuggiun cellasco, sette sono tra quelle che più comunemente si trovano nei campi, nei prati e nelle rive delle nostre alture.

All’appello:

Borago officinalis
Malva sylvestris
Raphanus raphanistrum
Reichardia picroides
Sanguisorba minor
Silene vulgaris
Sonchus oleraceus

Particolari condizioni climatiche con escursioni termiche agevolate dal vento fresco di tramontana, un giusto grado di umidità e un terreno prevalentemente azotato, ricordo delle coltivazioni agricole succedutesi nel passato, favoriscono la nascita e lo sviluppo di alcune erbe commestibili la cui miscellanea costituisce un perfetto equilibrio di sapori.

Dopo le prime piogge di settembre qualcosa per i campi sta crescendo, presto saranno disponibili i nuovi teneri germogli delle erbe da prebuggiun. Se un tempo erano necessità alimentare ora sono curiosità gastronomica che si traduce in ricette legate alla tradizione o rielaborate in chiave moderna.

“La borragine, per esempio, richiede suoli fertili, freschi e profondi e gli aromi sono più ricchi se lo sbalzo termico giorno-notte è intenso, grazie al quale, inoltre, si riduce il periodo di fioritura a tutto vantaggio della fase vegetativa. La malva, come la borragine, ha bisogno di suoli ricchi di sostanza organica e di acqua: pur trovandola, infatti, anche in luoghi poveri, vegeta adeguatamente soltanto in suoli fertili. Il ravanello selvatico (Raphanus raphanistrum), come tutte le Brassicacee, ha bisogno di suoli freschi, fertili, ben drenati e tendenzialmente acidi per dare il massimo di se stesso,  mentre il lattughino selvatico, o caccialerve, (Reichardia picroides) cresce rigogolioso nei pressi di fasce coltivate e su terreni un tempo densamente coltivati a lattuga.”

da un breve estratto del libro, Dott. Agr. Giovanni Minuto
Direttore Generale CeRSAA – Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola
Azienda speciale della CCIAA di Savona

Nell’ambito del progetto PYRGI, una filiera si sta costituendo per salvaguardare l’antica memoria contadina e si è appena conclusa la stesura di un libro “Sette Buone Erbe Cellasche, il prebuggiun della tradizione…”, che ne racconta storia, curiosità, valenze erboristiche e culinarie. La  pubblicazione è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Celle Ligure, a tutela del suo territorio e come auspicio di nuova valenza commerciale.

Presentazione ufficiale sabato 29 settembre ore 10,30 presso SPAZIO INCONTRI all’interno della mostra ortoflorovivaistica, Fiori Frutta Qualità, che si svolgerà i prossimi 29-30 settembre a Celle Ligure (SV). Il libro sarà donato a tutti i presenti!

Ospite illustre Libereso Guglielmi che con i suoi disegni ha impreziosito il testo.

Testi e fotografie, Simonetta Chiarugi.

La flower design Betti Calani inoltre delizierà il pubblico con una dimostrazione di insolita decorazione con le erbe da prebuggiun.

Il particolare prebuggiun cellasco è protetto e contraddistinto dal logo depositato.Passeggiando per le vie di Celle Ligure potrete scoprire sulle vetrine di bar, ristoranti e gastronomie il simbolo che lo rappresenta. Sappiate che l’esercizio, condividendo l’iniziativa volta alla tutela della tradizione, vi accompagnerà alla riscoperta degli autentici sapori, con particolari e dedicate proposte gastronomiche. Rispettando il ritmi delle stagioni, potrete gustare il prebuggiun cellasco, in primavera e in autunno, quando le giovani erbette daranno meglio.

e ancora…

sette sono le erbe del Prebuggiun, e sette le cartoline che riportano ognuna una ricetta con un erba differente. Collezionale tutte !!! Presso i locali convenzionati che esporranno il logo simbolo del Prebuggiun cellasco, potrai ritirare gratuitamente le prime 4…

Come si chiama da voi il coettu ?
Da noi si chiama coettu… corrisponde a Silene vulgaris.

In Liguria il mazzetto di erbe spontanee commestibili prende il nome di preboggion. Sono diverse le erbe che lo compongono a seconda della stagione e luogo di raccolta. Il preboggion è da sempre usato nella cucina tradizionale ligure per torte salate, ripieni, minestre e frittate, veniva raccolto dalle besagnin-e, venditrici di erbette provenienti dalle terre del Bisagno, il fiume che bagna Genova. In dialetto ligure il negozio di frutta e verdura è chiamato Besagnin.

Sonchus oleraceus – Centranthus ruber

A Genova al Mercato Orientale (tradizionale mercato civico della città) ancora oggi, in alcuni banchi si trovano mazzetti preparati con almeno 7 tipi differenti di erbette da preboggion.

Sanguisorba minor

Molteplici sono le versioni dell’origine storica del nome, tra le più accreditate si riscontra la derivazione da Pe-boggi che in dialetto significa per-bollire o si tramanda il racconto che in epoca di crociate, alcuni valorosi si occuparono della raccolta di erbe spontanee per curare il condottiero Goffredo di Buglione, da qui pe- buggiun.

Reichardia picroides – Malva sylvestris

Raccogliamo le erbe in primavera, quando spuntano le prime rosette fogliari, la pianta sarà più ricca in proprietà nutritive e terapeutiche e la sua consistenza più tenera.

Silene vulgaris (coettu)

La raccolta deve essere effettuata nel rispetto e nella salvaguardia della specie evitando di estirpare la radice e cercando invece di prendere, torcendo con le mani, le foglie da più piantine della stessa varietà per non affaticare il vegetale nella produzione di nuovi germogli.
Il luogo di raccolta dovrà essere il più lontano possibile da zone con inquinamento industriale, da strade di grande traffico, e lontano da campi irrorati da pesticidi ed erbicidi. Facile trovare le erbette nella cosiddetta RIVA, scarpata erbosa tra due piani agricoli, mantenuta pulita dai frequenti sfalci eseguiti normalmente a mano.

Foeniculum vulgare – Raphanus raphanistrum

Le erbette selvatiche commestibili sono numerose, quasi sempre a portata di mano, sono economiche e di facile reperibilità.

foto Lorenza Figari

Nel preboggion raccolto durante il corso, appena concluso, di riconoscimento delle specie endemiche del mio territorio abbiamo raccolto e riconosciuto: 
Centranthus ruber, Foeniculum vulgare, Malva sylvestris, Taraxacum officinale, Sanguisorba minor, Raphanus raphanistrum, Reichardia picroides, Silene vulgaris, Sonchus oleraceus.

Queste piante sono caratteristice del nostro territorio, sono usate tradizionalmente nella cucina cellasca. Il mazzetto di erbe cellasche sarà reperibile nella prossima edizione di Fiori Frutta Qualità, manifestazione di giardinaggio che si terrà per il 5° anno nel centro storico della nostra cittadina rivierasca il 29 – 30 settembre 2012.
Iniziativa inserita nell’ambito del progetto PYRGI per la valorizzazione dei settori agroalimentari delle regioni mediterranee.

Se vuoi scoprire i tanti benefici delle piante commestibili e alcune ricette per utilizzarle, scarica qui il PDF, un ripasso per chi ha già frequentato i corsi, un aiuto e un incentivo per chi vorrà partecipare ai prossimi!

Da diversi anni il Comune di Celle Ligure organizza corsi legati all’agricoltura e al territorio, il corso di riconoscimento alle erbe di campo è seguito da sempre con molto interesse, ancor più in questo ultimo periodo di restrizione economica. Sarà un caso?

CORSI SETTORE AGRICOLTURA 2012

 

6 maggio

MAZZOLINO DI BUONE ERBE CELLASCHE

Corso teorico/pratico gratuito sul riconoscimento

Iniziativa inserita nell’ambito del progetto PYRGI per la valorizzazione dei settori agroalimentari delle regioni mediterranee.

Gita nei campi in località Costa dove saranno riconosciute ed illustrate, tramite supporti di testi botanici, le particolari specie erbacee da sempre utilizzate nella cucina locale per la preparazione del tipico e particolare prebuggion che si distingue per la presenza di piante endemiche tipiche del territorio cellese.

Corso propedeutico alla valorizzazione e riconoscimento di un prodotto locale che sarà proposto ufficialmente all’attenzione del pubblico nella prossima edizione di Fiori Frutta Qualità.

ORE 9,30 ritrovo piazzetta chiesa località Costa.
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l corso si terrà anche in caso di pioggia (no diluvio!!!) munirsi di scarpe adatte

19 – 20 maggio

ERBE SPONTANEE DEL TERRITORIO AD ACQUARELLO BOTANICO

Un corso teorico pratico gratuito rivolto a tutti gli amanti della natura che si vogliano cimentare nella più antica tecnica di rappresentazione.

PROGRAMMA

Due giorni consecutivi con orario : 10,00/12,30 – 14,00/16,30.

Disegno botanico dal vero di fiori primaverili.
Studio di luci e ombra impaginazione.
Uso e conoscenza del colore e dell’acquarello.

16 GIUGNO

AUTOproduzione del miele

Un corso gratuito sull’introduzione per la produzione del miele.

Visita ad un apicoltore locale che ci illustra il ciclo di produzione e le tecniche di allevamento e di mantenimento di un apiario domestico.

ore 10,00 ritrovo presso piazzale chiesa di Sanda

AGOSTO

FIORI AD ACQUARELLO

Un corso teorico pratico gratuito rivolto a tutti gli amanti della natura che si vogliano cimentare nella rappresentazione vegetale ad acquarello a gouache.

PROGRAMMA

un giorno con orario : 9,00/12,30 – 14,00/16,30.


Disegno dal vero di fiori del giardino Mezzalunga dedicato al maestro giardiniere Libereso Guglielmi. 

Studio di luci e ombra impaginazione. 

Uso e conoscenza del colore e dell’acquarello a gouache.

 

29 OTTOBRE ore 21,00

manutenzione macchinari agricoli

Un corso gratuito sulla manutenzione della motozappa

PROGRAMMA

ORE 21,00 Prima della stagione di riposo vegetativo, un esperto ci insegnerà la manutenzione necessaria per meglio utilizzare la motozappa e a come pulirli prima di riporli in cantina.

18 NOVEMBRE ore 15,30

AUTOproduzione del sapone

Un corso gratuito .

PROGRAMMA

Con semplici materiali facilmente recuperabili, passo dopo passo apprenderemo la tecnica per preparare artigianalmente il sapone naturale.

15 Dicembre ore 15,30

decorazione Floreale

Un corso teorico/pratico gratuito.

Con i fiori di stagione prepariamo centrotavola e bouquet per Natale.

Tutti i corsi si svolgeranno con un numero minimo di 10 partecipanti e dovranno essere prenotati al numero 339 1925652.

***

Da diversi anni con grande partecipazione ed interesse di pubblico l’Ufficio Agricoltura del Comune di Celle Ligure, organizza una serie di corsi pratici/gratuiti inerenti il suo settore, in attesa dell’evento vivaistico annuale Fiori Frutta Qualità.

Ad agosto ritorna l’atteso appuntamento con l’acquarello botanico.

Richiesta predisposizione al disegno e due giornate da dedicare allo studio dell’affascinante materia artistica sotto la guida dell’acquerellista botanica Simonetta Chiarugi. Verranno ritratte dal vero le piante aromatiche e le rare fioriture di agosto che il giardino, disegnato da Libereso Guglielmi su richiesta dell’attenta Amministrazione Comunale, regala alla fine di questo mese estivo.

Matita, gomma e temperino sono gli unici oggetti che dovrà portare chi si iscriverà al corso aperto a chi già è esperto o anche a chi è principiante. Si apprezzeranno piante e fiori sotto un’attenta ottica di studio quasi anatomico delle varie parti, nel raggiungere la fedele riproduzione della forma attraverso una delle più antiche ed affascinanti tecniche di rappresentazione.

per info e prenotazioni : cell. 339 1925652

S.C.

Sabato scorso si è svolto
il corso dimostrativo di installazione di un” Impianto di irrigazione a goccia” organizzato dal Comune di Celle Ligure presso i giardini del centro sociale Mezzalunga.

Partendo dal presupposto che il nostro orto sia di tipo domestico, possiamo provvedere alla sua irrigazione  attraverso un impianto di tipo semiprofessionale installandolo noi stessi con materiale acquistato presso un qualsiasi centro agricolo o garden.

Ci occorrerà:

  • Programmatore
  • riduttore di pressione
  • vari metri di tubo di conduttura di portata (tubo nero)
  • vari metri di tubo gocciolante che entro i 10mt risulta autocompensante (tubo marrone)
  • rubinetti di linea
  • picchetti ed elastici per chiusura tubi
Si procede all’installazione dopo aver preparato il terreno alla messa a dimora delle plantule.

sotto al programmatore si avvita un riduttore di pressione (fig.1) ad esso si collega il tubo di linea di portata (tubo nero) lungo un lato del perimetro esterno dell’orto A questo punto si collega per ogni canaletta di impianto degli ortaggi tranite un rubinetto di linea, il tubo gocciolante (fig. 3 tubo marrone). Ancorare al terreno i tubi tramite i picchetti d’acciaio.

Tagliare il tubo gocciolante nel punto desiderato, piegarlo e chiuderlo bloccandolo con un elastico. Fermare con picchetto (fig. 5)
Procedere allo stesso modo per tutti i solchi di impianto ortivo.


Il nostro Impianto è pronto per aiutarci nella gestione del nostro orto o del giardino.
Apriamo per la prima volta dopo l’installazione il rubinetto all’ora che preferiamo bagnare le nostre piante, in genere alla sera tardi, e programmiamo un’ora di termine (circa 15 minuti possono essere sufficienti).
Il programmatore si avvierà in seguito automaticamente.

Il corso si è svolto nell’ambito del progetto PYRGI, per la startegia d’impresa in settori di nicchia per l’economia agroindustriale del Mediterraneo.


S.C.

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