per le cince, le capinere, i pettirossi e gli altri…

come per la torta di mele…
anche per il mangime degli uccelli, ognuno ha la sua ricetta, ma questa è davvero speciale!

eat for birdsfor bir

Speciale perché preparata da due esperti conoscitori delle erbe, delle piante e appassionati ornitologi, speciale perché testata e a pieni voti approvata da Valeria che dopo aver preso appunti a Fiori Frutta Qualità 2011, quando Natalino e Pierangela Trincheri in occasione della presentazione del loro bellissimo libro dedicato agli amici pennuti “Il rissoso pettirosso e gli altri” ci hanno insegnato a preparare, così scrive:

“Utilizzo con successo due capienti mangiatoie di terracotta comprate in occasione di Fiori Frutta Qualità da un artigiano toscano.
Capinere, pettirossi e cince, durante il periodo piu’ freddo dell’anno, si avvicendano allegramente alle mangiatoie poste in giardino; noi li osserviamo, senza disturbarli, dalla finestra della nostra cucina. Abbiamo imparato a distinguerli e, per cio’ che riguarda le cinciallegre riusciamo, grazie alle indicazioni lette sul  libro dei Trincheri, a distinguere anche i maschi dalle femmine.
Quest’anno, oltre alle mangiatoie, abbiamo nascosto tra i rami di un’arancio amaro, una casetta in legno naturale per nidificare. La casetta è stata fatta dal mio piccolo Edoardo, la scorsa estate, durante una vacanza in Trentino.
Un simpatico anziano signore partecipa alle fiere di paese con il suo carretto dove custodisce pezzi di legno pretagliati e forati. Invita i bambini ad aiutarlo ad assemblarli; infine i piccoli con il martello fissano i chiodi e  completano le loro opere ( casette per uccellini, carretti)
Il signore in questione ci ha dato giusti consigli su come utilizzare al meglio la nostra casetta: dove posizionarla, non verniciarla perchè gli uccellini non amano l’odore di vernice ma solo quello di legno naturale.
Recentemente ho letto in una rivista che un’altra possibile utile mangiatoia per piccoli pennuti puo’ essere una pigna; basta creare con dello spago o della rafia naturale un sostegno per appenderla e porre il pastone nello spazio tra le brattee.
La stagione piu’ fredda dell’anno è arrivata ed il pastone “grasso” che il
Sig. Trincheri ci ha indicato consente ai nostri amici volatili di garantirsi nutrimento e protezione dal gelo. Se vorrai mettere la ricetta sul blog forse altre famiglie, come la nostra, adotteranno con gioia, cince, capinere e pettirossi (i merli nel mio giardino preferiscono le bacche dell’edera).”

eat for bird

dagli appunti di Valeria…ricetta pasto uccellini
per acquistare il libro… mirtoeolivo@alice.it

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Rose d’autunno

ultime rose d’autunno

per una coroncina di Clematis Vitalba, due tralci d’edera e come tema della mostra organizzata all’interno della quinta edizione di Fiori Frutta Qualità.

Le rose fotografate sono la profumatissima R.centifolia utilizzata per lo sciroppo, la rifiorente R.New Down e la R.Gallica Belle Isis. Da usare come spilla, o come ciondolo su una borsa, con un nastrino di raso o uno semplice di spago di corda naturale… o ritagliate per un lavoro di decoupage.

Cercate le rose tra gli stand e nella Sala Consiliare adiacente al palazzo Comunale che ospita la mostra “Rose d’autunno”, un viaggio sensoriale per celebrare uno dei fiori più amati.

Le tre rose potranno anche essere stampate cliccando direttamente su quelle interessate!

R.Gallica Belle Isis
Rosa centifoliaRosa New Dawn

“Rose d’autunno” ospita la possibilità di riscoprire il fiore attraverso la percezione di tutte le sue componenti sensoriali. Avvolti dal suo profumo, ne godremo della bellezza e potremo saggiarne la bontà!

Siete tutti invitati a partecipare!

Per l’allestimento della mostra curato da AECO si ringraziano inoltre:
per le rose in esposizione Nino Sanremo
per lo sciroppo di rosa Maria Giulia Scolaro  e Vivienne Crosa de “Il giardino delle Dalie ”
per i profumi Concept Store
Per i dipinti Marcella Siri

All’interno della mostra di giardinaggio, i nostri selezionati espositori di rose sono:

Nino Sanremo, Vivaio Franco Veimaro, Vivaio Pozzo Paolo, che offriranno al pubblico un vasto ssortimento di rose antiche, rose inglesi, rose moderne e da collezione.

Sette Buone Erbe Cellasche, il prebuggiun della tradizione

raccolta fresca in mattinata
possiamo ora aggiungerla al mazzetto di prebuggiun

prebuggiun = mazzolino di erbe di campo commestibili

Sette sono le erbe che compongono il prebuggiun cellasco, sette sono tra quelle che più comunemente si trovano nei campi, nei prati e nelle rive delle nostre alture.

All’appello:

Borago officinalis
Malva sylvestris
Raphanus raphanistrum
Reichardia picroides
Sanguisorba minor
Silene vulgaris
Sonchus oleraceus

Particolari condizioni climatiche con escursioni termiche agevolate dal vento fresco di tramontana, un giusto grado di umidità e un terreno prevalentemente azotato, ricordo delle coltivazioni agricole succedutesi nel passato, favoriscono la nascita e lo sviluppo di alcune erbe commestibili la cui miscellanea costituisce un perfetto equilibrio di sapori.

Dopo le prime piogge di settembre qualcosa per i campi sta crescendo, presto saranno disponibili i nuovi teneri germogli delle erbe da prebuggiun. Se un tempo erano necessità alimentare ora sono curiosità gastronomica che si traduce in ricette legate alla tradizione o rielaborate in chiave moderna.

“La borragine, per esempio, richiede suoli fertili, freschi e profondi e gli aromi sono più ricchi se lo sbalzo termico giorno-notte è intenso, grazie al quale, inoltre, si riduce il periodo di fioritura a tutto vantaggio della fase vegetativa. La malva, come la borragine, ha bisogno di suoli ricchi di sostanza organica e di acqua: pur trovandola, infatti, anche in luoghi poveri, vegeta adeguatamente soltanto in suoli fertili. Il ravanello selvatico (Raphanus raphanistrum), come tutte le Brassicacee, ha bisogno di suoli freschi, fertili, ben drenati e tendenzialmente acidi per dare il massimo di se stesso,  mentre il lattughino selvatico, o caccialerve, (Reichardia picroides) cresce rigogolioso nei pressi di fasce coltivate e su terreni un tempo densamente coltivati a lattuga.”

da un breve estratto del libro, Dott. Agr. Giovanni Minuto
Direttore Generale CeRSAA – Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola
Azienda speciale della CCIAA di Savona

Nell’ambito del progetto PYRGI, una filiera si sta costituendo per salvaguardare l’antica memoria contadina e si è appena conclusa la stesura di un libro “Sette Buone Erbe Cellasche, il prebuggiun della tradizione…”, che ne racconta storia, curiosità, valenze erboristiche e culinarie. La  pubblicazione è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Celle Ligure, a tutela del suo territorio e come auspicio di nuova valenza commerciale.

Presentazione ufficiale sabato 29 settembre ore 10,30 presso SPAZIO INCONTRI all’interno della mostra ortoflorovivaistica, Fiori Frutta Qualità, che si svolgerà i prossimi 29-30 settembre a Celle Ligure (SV). Il libro sarà donato a tutti i presenti!

Ospite illustre Libereso Guglielmi che con i suoi disegni ha impreziosito il testo.

Testi e fotografie, Simonetta Chiarugi.

La flower design Betti Calani inoltre delizierà il pubblico con una dimostrazione di insolita decorazione con le erbe da prebuggiun.

Il particolare prebuggiun cellasco è protetto e contraddistinto dal logo depositato.Passeggiando per le vie di Celle Ligure potrete scoprire sulle vetrine di bar, ristoranti e gastronomie il simbolo che lo rappresenta. Sappiate che l’esercizio, condividendo l’iniziativa volta alla tutela della tradizione, vi accompagnerà alla riscoperta degli autentici sapori, con particolari e dedicate proposte gastronomiche. Rispettando il ritmi delle stagioni, potrete gustare il prebuggiun cellasco, in primavera e in autunno, quando le giovani erbette daranno meglio.

e ancora…

sette sono le erbe del Prebuggiun, e sette le cartoline che riportano ognuna una ricetta con un erba differente. Collezionale tutte !!! Presso i locali convenzionati che esporranno il logo simbolo del Prebuggiun cellasco, potrai ritirare gratuitamente le prime 4…

azienda agricola Paolo Calcagno

L’azienda agricola Calcagno Paolo a conduzione familiare,
è impegnata dal 1984 nella coltivazione del tipico basilico genovese.

Essendo collocata sulle assolate colline cellesi, dove il clima ligure regala una temperatura mite e grazie all’impegno e alla passione che la famiglia Calcagno e i suoi collaboratori dedicano da anni alla coltivazione, il loro basilico ha meritatamente ottenuto il marchio D.O.P.

Questo è l’incipit della pagina di presentazione nel sito web aziendale ma forse è interessante scoprire anche il lato imprenditoriale dell’azienda nato dallo studio, dalle tante prove e dalla felice intuizione del suo proprietario.

Sulle stesse assolate terre di Celle Ligure nel lontano 1929 il nonno di Paolo Calcagno intraprende un’attività agricola coltivando olivi preesistenti, nel dopoguerra gli succede il figlio che decide di impiantare una coltivazioni di fragoline di bosco. Il clima poco idoneo non contribuisce alla facile realizzazione dell’attività. Nel frattempo a Calcagno padre si affianca il giovane Paolo, desideroso di imparare il mestiere e già con tante idee per migliorare l’attività. Alla produzione di fragoline si affianca quella degli ortaggi che ben presto la rimpiazza. Paolo si ritaglia un piccolo spazio nelle serre famigliari dove inizia a sperimentare la coltivazione del basilico.

Nei primi anni ’80 eredita la conduzione dell’azienda paterna proseguendo con dedizione l’idea di coltivare il basilico genovese. Partendo dalla scelta di un seme di alta qualità proseguendo nelle diverse fasi lavorative il tutto unito alle indubbie doti imprenditoriali in poco tempo portano Paolo Calcagno tra le aziende leader del settore.

Chi ha la fortuna di assaporare il suo basilico, non potrà che apprezzarlo e sceglierlo per tutte le preparazioni culinarie che ne richiedono l’intervento.

Ricetta Regina ligure dove il basilico ne è il suo Re è il famosissimo pesto.

Per un ottimo pesto di seguito è riportata la ricetta che l’amico Giancarlo Marabotti, finalista per due volte al Campionato Mondiale del Pesto genovese al Mortaio, ha più volte preparato deliziando l’interessato pubblico di Fiori Frutta Qualità.

ingredienti pesto al mortaio

Mortaio di marmo di colonnata diametro esterno 20 cm.
Pestello in legno di olmo, bosso, faggio,ulivo con un diametro un pochino inferiore a metà del diametro interno del mortaio

-3 spicchi di aglio di Vessalico o di Nubia-50 g. di pinoli di Pisa (mi raccomando non cinesi!)
-40 g. di parmigiano reggiano di almeno 30 mesi
-10 g. di fiore sardo di almeno 15 mesi
-Foglie di un centinaio di piantine di basilico (2 mazzi) non più alte di 15cm, devono riempire il mortaio (senza schiacciarle)
-5-6 grani di sale grosso di salina
-80 cl. di olio extravergine ligure non troppo fruttato

Pestare l’aglio nel mortaio e ridurlo in crema, toglierlo con un cucchiaio raschiando bene le pareti e metterlo in un angolo di un piatto piano, pestare i pinoli riducendoli ad una pasta senza grumi , toglierli con un cucchiaio e porli accanto all’aglio, spezzettare il parmigiano e pestarlo nel mortaio, se è ben stagionato si sgranerà , toglierlo e riporlo nel piatto accanto agli altri due ingredienti, così pure per il pecorino. Riempire il mortaio di foglioline di basilico senza il picciolo con il sale, pestare e roteare finché non rimangono fibre, aggiungere 2/3 di ogni ingrediente posto precedentemente nel piatto, cioè aglio, pinoli, parmigiano, pecorino, mescolare, assaggiare: si deve sentire un sapore omogeneo senza che nulla prevalga, ben rotondo. Eventualmente correggere con gli ingredienti rimasti, aggiungere delicatamente l’olio finché si formi una crema giusta né liquida né densa.

S.C.

corso di acquarello botanico

***

Da diversi anni con grande partecipazione ed interesse di pubblico l’Ufficio Agricoltura del Comune di Celle Ligure, organizza una serie di corsi pratici/gratuiti inerenti il suo settore, in attesa dell’evento vivaistico annuale Fiori Frutta Qualità.

Ad agosto ritorna l’atteso appuntamento con l’acquarello botanico.

Richiesta predisposizione al disegno e due giornate da dedicare allo studio dell’affascinante materia artistica sotto la guida dell’acquerellista botanica Simonetta Chiarugi. Verranno ritratte dal vero le piante aromatiche e le rare fioriture di agosto che il giardino, disegnato da Libereso Guglielmi su richiesta dell’attenta Amministrazione Comunale, regala alla fine di questo mese estivo.

Matita, gomma e temperino sono gli unici oggetti che dovrà portare chi si iscriverà al corso aperto a chi già è esperto o anche a chi è principiante. Si apprezzeranno piante e fiori sotto un’attenta ottica di studio quasi anatomico delle varie parti, nel raggiungere la fedele riproduzione della forma attraverso una delle più antiche ed affascinanti tecniche di rappresentazione.

per info e prenotazioni : cell. 339 1925652

S.C.

chi ben comincia…

Un mese di riposo e riprende il via all’organizzazione della mostra per il prossimo anno!

Un anno di lavoro alla ricerca di novità nel settore, di nuovi vivaisti da convincere, non abituati come tanti in Liguria, alla vendita delle loro piante nelle mostre di giardinaggio. La passione guida alla scoperta e porta nuovi incontri con persone che come te e come tanti altri amano le piante l’ambiente e la natura, vogliono condividere esperienze e comunicarle. Sarà con un libro od una conferenza, sarà attraverso una mostra di fotografie o una di acquarelli botanici.

In due giorni poi tutto si consuma, si raccolgono i frutti del lavoro di un intero anno. Due giornate dove si accavallano eventi, bisogna essere ben presenti, sempre attenti per definire e completare ogni dettaglio e  disponibili per risolvere eventuali contrattempi. Per ogni edizione ci si rimette in gioco, si ricercano nuovi stimoli da proporre ai sempre più attenti visitatori. Agricoltura, paesaggio e tutela dell’ambiente sono guida determinante di ogni scelta.

Il rilancio dell’agricoltura e il ritorno alla terra, sono gli argomenti che anche il Papa ha trattato nello scorso discorso che ha preceduto l’Angelus. Bisogna “rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico ma come risorsa indispensabile per il futuro”, ha spiegato Papa Benedetto XVI.

Nel 2011 Celle Ligure festeggia i 100 anni del FRANTOIO COMUNALE . L’evento verrà celebrato all’interno di Fiori Frutta Qualità quale importante testimonianza del lavoro legato alla tipologia agricola del territorio.

S.C.