innesto a corona su albero da frutta

Appunti ed osservazioni
dal corso appena concluso organizzato dell’ufficio agricoltura del Comune di Celle Ligure

corso agricoltura 2013 innesto a corona

perchè innestare

una pianta nata da seme impiega in genere diversi anni prima di arrivare a fiorire e fruttificare (es. il ciliegio almeno 10 anni), mentre se viene innestato, già dopo 2-3 anni farà frutti identici a quelli del ramo innestato.
L’innesto permette di adattare piante più fragili a tipi di terreni particolari (per esempio i peri in terreni calcarei). La scelta adeguata del porta innesto aumenterà o diminuirà il vigore della pianta facilitando la sua coltivazione.

L’innesto rimane l’unica tecnica possibile per propagare le vecchie varietà oggi scomparse. Tutte le piante innestate presentano anche il vantaggio di un migliore vigore. Su una stessa pianta inoltre si possono innestare più varietà che daranno frutti a scalare.

attrezzatura e materiali necessari

Cesoia, roncola da giardiniere, sega da giardiniere, rafia o legacci di salice o nastro da innesti, mastice per innesti.

Il nome di questa tecnica deriva dalla posizione delle marze disposte intorno al ramo da innestare e viene usata per il ringiovanimento  di vecchi alberi. Fine inverno è generalmente il periodo migliore per l’innesto a corona  sugli alberi da frutto.

Collage Innesto a corona 1

Tagliare orizzontalmente il portainnesto per portarlo in piano quindi si prepara una fenditura verticale sulla corteccia e se ne distaccano leggermente i due lembi laterali. La pianta deve essere in” succo” con la corteccia ricca di linfa e quindi facilmente staccabile.

Collage innesto 2

La marza deve avere un diametro di 5-10 mm e lunga fino a 15 cm, fornita di almeno 3 gemme, si prepara una punta nella parte che andrà a contatto con il portainnesto, tagliandola solo da un lato. Possiamo innestare varietà differenti ma appartenenti alla stessa qualità di pianta. Es: ciliegio su ciliegio , pero su pero  e melo su melo. Altre varietà di frutta sono intercambiabili e si innestano solitamente su franco (innesto selvatico nato da seme) o su altre varietà a seconda del terreno e del clima. (leggere qui)

Inserire la marza tra il legno e la corteccia, il taglio deve essere a contatto con il legno non con la corteccia e non deve spuntare dall’innesto.

Collage innesto ciliegio 3
Fissare la marza al portainnesto con un giro di nastro adesivo specifico per innesti avendo cura di tagliarlo dopo un paio di mesi, quando cioè, ad avvenuta riuscita dell’operazione, l’innesto comincerà ad ingrossarsi. Infine tagliare la punta della marza per impedire che la linfa lavori solo sulle nuove gemme. Per il primo anno eliminare tutte le infiorescenze per risparmiare energia all’innesto ed evitare che vada a frutto indebolendosi.

innesto a corona su ciliegioarticolo di S. Chiarugi

per le cince, le capinere, i pettirossi e gli altri…

come per la torta di mele…
anche per il mangime degli uccelli, ognuno ha la sua ricetta, ma questa è davvero speciale!

eat for birdsfor bir

Speciale perché preparata da due esperti conoscitori delle erbe, delle piante e appassionati ornitologi, speciale perché testata e a pieni voti approvata da Valeria che dopo aver preso appunti a Fiori Frutta Qualità 2011, quando Natalino e Pierangela Trincheri in occasione della presentazione del loro bellissimo libro dedicato agli amici pennuti “Il rissoso pettirosso e gli altri” ci hanno insegnato a preparare, così scrive:

“Utilizzo con successo due capienti mangiatoie di terracotta comprate in occasione di Fiori Frutta Qualità da un artigiano toscano.
Capinere, pettirossi e cince, durante il periodo piu’ freddo dell’anno, si avvicendano allegramente alle mangiatoie poste in giardino; noi li osserviamo, senza disturbarli, dalla finestra della nostra cucina. Abbiamo imparato a distinguerli e, per cio’ che riguarda le cinciallegre riusciamo, grazie alle indicazioni lette sul  libro dei Trincheri, a distinguere anche i maschi dalle femmine.
Quest’anno, oltre alle mangiatoie, abbiamo nascosto tra i rami di un’arancio amaro, una casetta in legno naturale per nidificare. La casetta è stata fatta dal mio piccolo Edoardo, la scorsa estate, durante una vacanza in Trentino.
Un simpatico anziano signore partecipa alle fiere di paese con il suo carretto dove custodisce pezzi di legno pretagliati e forati. Invita i bambini ad aiutarlo ad assemblarli; infine i piccoli con il martello fissano i chiodi e  completano le loro opere ( casette per uccellini, carretti)
Il signore in questione ci ha dato giusti consigli su come utilizzare al meglio la nostra casetta: dove posizionarla, non verniciarla perchè gli uccellini non amano l’odore di vernice ma solo quello di legno naturale.
Recentemente ho letto in una rivista che un’altra possibile utile mangiatoia per piccoli pennuti puo’ essere una pigna; basta creare con dello spago o della rafia naturale un sostegno per appenderla e porre il pastone nello spazio tra le brattee.
La stagione piu’ fredda dell’anno è arrivata ed il pastone “grasso” che il
Sig. Trincheri ci ha indicato consente ai nostri amici volatili di garantirsi nutrimento e protezione dal gelo. Se vorrai mettere la ricetta sul blog forse altre famiglie, come la nostra, adotteranno con gioia, cince, capinere e pettirossi (i merli nel mio giardino preferiscono le bacche dell’edera).”

eat for bird

dagli appunti di Valeria…ricetta pasto uccellini
per acquistare il libro… mirtoeolivo@alice.it

cartoline di Natale

due nuove cartoline per celebrare il Natale
dedicate al Prebuggiun delle buone erbe cellasche.

Il Comune di Celle Ligure saluta una delle feste più belle dell’anno con un omaggio alla tradizione culinaria del territorio.

Presso i locali convenzionati che esporranno il logo simbolo del Prebuggiun cellasco, potrai ritirare gratuitamente le cartoline con le ricette della tradizione.

Rose d’autunno

ultime rose d’autunno

per una coroncina di Clematis Vitalba, due tralci d’edera e come tema della mostra organizzata all’interno della quinta edizione di Fiori Frutta Qualità.

Le rose fotografate sono la profumatissima R.centifolia utilizzata per lo sciroppo, la rifiorente R.New Down e la R.Gallica Belle Isis. Da usare come spilla, o come ciondolo su una borsa, con un nastrino di raso o uno semplice di spago di corda naturale… o ritagliate per un lavoro di decoupage.

Cercate le rose tra gli stand e nella Sala Consiliare adiacente al palazzo Comunale che ospita la mostra “Rose d’autunno”, un viaggio sensoriale per celebrare uno dei fiori più amati.

Le tre rose potranno anche essere stampate cliccando direttamente su quelle interessate!

R.Gallica Belle Isis
Rosa centifoliaRosa New Dawn

“Rose d’autunno” ospita la possibilità di riscoprire il fiore attraverso la percezione di tutte le sue componenti sensoriali. Avvolti dal suo profumo, ne godremo della bellezza e potremo saggiarne la bontà!

Siete tutti invitati a partecipare!

Per l’allestimento della mostra curato da AECO si ringraziano inoltre:
per le rose in esposizione Nino Sanremo
per lo sciroppo di rosa Maria Giulia Scolaro  e Vivienne Crosa de “Il giardino delle Dalie ”
per i profumi Concept Store
Per i dipinti Marcella Siri

All’interno della mostra di giardinaggio, i nostri selezionati espositori di rose sono:

Nino Sanremo, Vivaio Franco Veimaro, Vivaio Pozzo Paolo, che offriranno al pubblico un vasto ssortimento di rose antiche, rose inglesi, rose moderne e da collezione.